La depressione:un male invisibile ma non troppo.

La depressione:un male invisibile ma non troppo.

La depressione maggiore è un’entità clinica purtroppo ancora sottovalutata in alcune realtà, eppure risulta essere una malattia invalidante a tutti gli effetti. E’ una patologia che coinvolge sia la sfera emotiva che quella cognitiva, andando di conseguenza a influire negativamente in tutti gli aspetti dell’essere, da quello affettivo a quello lavorativo.
Questo quadro si trasforma in una rilevante diminuzione della qualità della vita.

Andiamo quindi a scoprire cosa causa questa patologia e perché non basta “Uscire un pò di più di casa” per venirne fuori.

depressione
MANIFESTAZIONI

La depressione rientra all’interno dei disturbi dell’umore e può esaurirsi in un singolo episodio (episodio depressivo) oppure diventare un vero e proprio disturbo.

Ma quali sono i segni e sintomi della depressione?
  • Umore depresso
  • Anedonia: costituisce un aspetto fondamentale e consiste nella perdita di interesse e/o piacere nello svolgere le comune attività giornaliere
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Astenia ovvero la perdita di ‘forza’ o energia vitale
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbo del sonno, in eccesso o in difetto
  • Variazioni di peso importanti in assenza di dieta
  • Vari disturbi psicosomatici
  • Tendenza alla solitudine
  • Sentimenti che vanno dall’inquietudine, all’impotenza alla colpa
  • Pensieri di morte e ideazione suicida

La depressione maggiore influenza in modo significativo l’ambito familiare di chi ne soffre, così come le sue relazioni personali, di lavoro o la vita scolastica, le abitudini del sonno e di alimentazione e la salute in generale.[24] Il suo impatto sulla vita e sul benessere della persona è stato paragonato a quello di patologie croniche come il diabete.

Non sono da sottovalutare anche le comorbidità che vanno a complicare ulteriormente il quadro di trattamento di questi pazienti. Tra le comorbidità principali riscontriamo le dipendenze in senso ampio, ictus, patologie cardiovascolari, Parkinson o in caso di bambini Sindrome da deficit di attenzione (ADHD).

EZIOLOGIA

Contrariamente a quanti purtroppo ancora sostengono non basta avere forza di volontà per uscire dalla depressione; questo accade perché alla base del problema troviamo non solo la componente  psichica e ambientale ma anche quella genetica e biologica.

Il filone più accreditato sulle cause della depressione maggiore è quello della Multifattorialità. Questo prevede che fattori psicologici e ambientali alterati in presenza di un background genetico e biologico favorevole possano portare alla depressione.

FATTORI GENETICI

Studi sui gemelli monozigoti e non e su soggetti adottati hanno dimostrato un certo tasso di ereditarietà dei sintomi depressivi che si attesta intorno al 76%.

Questa ereditarietà aumenta nelle varianti a esordio precoce. Infatti i bambini con almeno un genitore depresso hanno una probabilità di sviluppare disturbi dell’umore maggiore, dovuta anche alla relazione sfavorevole che un genitore affetto instaura con il figlio.


FATTORI BIOLOGICI

Nel secolo passato l’introduzione di alcuni farmaci diretti a trattare altre patologie ci hanno aiutato a focalizzare l’attenzione solo su alcuni neurotrasmettitori che potevano essere implicati nella regolazione dell’umore, ma vediamo come:

-Reserpina: introdotta per tenere sotto controllo la pressione sanguigna, provocava depressione nel 20% dei pazienti. Questo farmaco andava a diminuire le quantità di due particolari neurotrasmettitori: la Serotonina e la Noradrenalina

-Isoniazide: usata nel trattamento della tubercolosi invece migliorava l’umore, questo andava a inibire l’enzima che ‘eliminava’ la serotonina e la noradrenalina.

Tutto ciò però risultava essere troppo semplicistico, infatti ci sono altri fattori biologici che risultano essere implicati nei disturbi dell’umore.

Tra questi ricordiamo l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, un asse ormonale che si autoregola tramite feedback positivi e negativi. Un’iperattività di questo sistema genera a valle un’eccessiva produzione di cortisolo (prodotto dal surrene) che va a generare un quadro di disturbi d’ansia e del sonno, diminuzione dell’appetito ecc.

Tutte queste alterazioni nel livello dei neurotrasmettitori e nel funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene apparirebbero quindi come un’incapacità dell’encefalo e del sistema endocrino di reagire e in seguito adattarsi a eventi e/o cambiamenti stressanti prolungati.


FATTORI PSICOLOGICI E AMBIENTALI

In presenza quindi dei suddetti background, eventi psico-traumatici, contesti familiari malsani o assenti, episodi di bullismo, mobbing ecc fungono cosi da fattori scatenanti o da feedback amplificatori.

Approfonditi tutti questi aspetti capite bene che il trattamento della depressione maggiore ( aspetto che non verrà trattato in questo articolo) risulta essere complicato e estremamente complesso.

Il nostro suggerimento è di non sottovalutare la malattia e di creare una rete di protezione attorno alle persone affette e/o potenzialmente vulnerabili.

Nota bene!
Le informazioni contenute in questa pagina non sostituiscono il parere medico.

Stel995

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