Droghe: la felicità chimica si paga

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Droghe: la felicità chimica si paga

Sono molteplici le cause che portano una persona ad avvicinarsi alle droghe: per sballarsi, per combattere l’ansia, per curarsi, per fare buona impressione.

Infatti in occidente negli ultimi tempi la figura del tossicodipendente ai margini della società sta via via lasciando il posto a quella del ragazzo che ne fa uso solo nel weekend (da considerare comunque un comportamento patologico) o del direttore di una grande azienda che lo fa per scaricare la tensione. 

Proviamo a sbrogliare, almeno un pò, la matassa e cerchiamo di capirne qualcosa.

Indice

  1. Panoramica 
  2. Effetti a breve termine
  3. Conseguenze a lungo temine
  4. Le dipendenze che non credi di avere
  5. Le star che hanno pagato un caro prezzo
  6. Campagne pubblicitarie


Panoramica

Volendo mettere sul tavolo qualche numero sono 250.000.000 le persone che usano droghe almeno una volta l’anno che a conti fatti sono 1 persona su 20 se contiamo solo gli adulti.

É importante capire anche a che tipo di sostanze si affidano questi soggetti.

Il 70% dei danni alla salute e la maggioranza dei decessi sono riconducibili agli oppioidi, tra cui l’eroina il cui consumo è in crescita. A pagare il prezzo più alto sono coloro che se la iniettano: si stimano essere intorno ai 12 milioni nel mondo. Questa metodica si lega allo scenario terribile delle infezioni: 1 su 8 di questi 12 milioni è sieropositivo e più della metà ha l’epatite C, poco più di un milione invece hanno a che fare con entrambe le problematiche.

Il consumo di droghe inoltre è maggiore tra gli uomini, di tutte le età; le donne del resto hanno una più alta percezione dei rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti benché ne facciano più uso rispetto al passato.

Effetti a breve termine

Queste sostanze cosi dette psicotrope trovano il loro bersaglio nel sistema nervoso. Ma a questo livello che effetto hanno? Le droghe alterano la biochimica del cervello stesso inducendo il rilascio , a livello dei centri del piacere, di dopamina un neurotrasmettitore importantissimo nei meccanismi di ricompensa e gratificazione, neurotrasmettitore implicato anche nella genesi della depressione ad esempio.

In base alla sostanza assunta poi a questo effetto se ne possono aggiungere degli altri, come l’effetto analgesico ad esempio, provocato dagli oppiacei, quali eroina e morfina.


Queste sostanze vanno a imitare l’effetto di alcune molecole quali le endorfine e le encefaline, queste vengono prodotte dall’organismo in risposta al dolore per placarlo, infatti sono definiti oppioidi endogeni.

Gli allucinogeni invece offrono visioni caleidoscopiche in quanto vanno a lavorare sulle funzioni visive.

In definitiva si può concludere che l’uso di droghe altera la funzione corticale, sede delle capacità più sofisticate dell’uomo, comprese quelle sensoriali.

Conseguenze a lungo termine

Queste rappresentano il tasto più dolente di tutti. Il rischio di danni permanenti ovviamente è più alto in chi ne fa uso da più tempo, verosimilmente chi ha iniziato da adolescente. 

Tra le prime e più tragiche conseguenze troviamo la comparsa di una patologia psichiatrica.

Sebbene la certezza assoluta non sia ancora stata provata la concomitanza dell’uso di droghe e la presenza di disturbi quali ansia, depressione, schizofrenia o disturbo bipolare lascia ben pochi dubbi.

Tra le altre conseguenze sono da annoverare il rallentamento del metabolismo dei neuroni, alterazioni della memoria per perdita di neuroni nell’ippocampo (THC soprattutto) o ancora osservati sperimentalmente veri e propri buchi nel tessuto nervoso per esposizione all’ecstasy.

Oltre a questo ci sono tutti i disturbi che coinvolgono il resto dell’organismo, da quelli immediati come nausea, vomito e tachicardia a quelli a lungo termine legati alla modalità di assunzione, spaziando da piaghe cutanee e malattie trasmissibili con il sangue per chi si inietta eroina, a distruzione delle mucose nasali o patologie polmonari come il tumore per chi sniffa o fuma.

É inoltre da ricordare che fare uso di droghe aumenta il rischio di infarto e ictus e favorisce l’aterosclerosi.


Le dipendenze che non credi di avere

Cellulare, gioco d’azzardo, sesso, sport, tante abitudini quotidiane che se portate all’eccesso creano dipendenza. Ormai è assodato che le esperienze positive sono legate al rilascio di dopamina e ciò ci spinge a voler ripetere l’azione per provare di nuovo la gratificazione.

“Nomofobia” è stata definita dagli esperti e fa riferimento al timore di non essere raggiungibili al cellulare, riguarda perlopiù i giovani con bassa autostima. Simile alla nomofobia troviamo la dipendenza da web, che solitamente in questi soggetti va ad aggravare altre problematiche come lo shopping compulsivo o peggio ancora il gioco d’azzardo 2.0.

Paradossalmente i ludopatici “giocano per perdere”, questo è dovuto a un’alterata percezione di sé, infatti a fronte di perdite consistenti i soggetti reiterano l’azione a confermare l’idea pessima che hanno di se stessi.

La sex-addiction al momento non è annoverata nel manuale dei disturbi mentali. Risulta rilevante a questo punto però un piccolo appunto che rappresenta il punto di confine tra la normalità e il problema: il deterioramento della qualità di vita e delle relazioni. Se questo aspetto viene intaccato dalla “sex-addiction” allora siamo di fronte a un problema.

E poi i drogati di sport, in questo caso a creare dipendenza sono le endorfine, gli oppioidi endogeni citati precedentemente. Colpisce per lo più atleti non professionisti che perseverano nell’allenamento noncuranti perfino di infiammazioni, borsiti o strappi. Tra i campanelli d’allarme di questo problema troviamo irritabilità, ansia, scarsa vita sociale e pensiero fisso volto al prossimo allenamento.


Le star che hanno pagato un caro prezzo

Non voglio soffermarmi troppo in questa parte dell’articolo anche perché verranno accennate le storie famosissime di artisti che già conosciamo.

-John Belushi: aveva un suo motto “Vivi ad alta velocità, muori giovane e lascia dietro di te un cadavere gradevole”, muore a 33 anni per un’overdose di eroina e cocaina.

-Prince: morto all’eta di 57 anni, faceva uso di un oppiaceo sintetico dagli effetti analgesici, il Fentanyl.

-Dolores O’Riordan: la voce dei Cranberries, muore a 46 anni, faceva anch’essa uso di Fentanyl.

-Whitney Houston: l’artista più premiata della storia, muore a 48 anni per un mix di alcol e farmaci.

-Amy Winehouse: muore a 27 anni, giovanissima, vittima di un lento “suicidio” con alcol e droghe sotto gli occhi del mondo.

Campagne pubblicitarie

Per limitare i danni derivanti dall’uso di droghe la soluzione è prevenirne l’assunzione. Il semplice dialogo con soggetti che hanno delle dipendenze risulta essere però poco utile, le campagne pubblicitarie invece usano black humor e sarcasmo per colpire sentimenti più profondi.

Di seguito vi riporto quelle che mi hanno colpito particolarmente.

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Sito abovetheinfluence.com
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Spot italiano
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Campagna pubblicitaria di una comunità di recupero brasiliana, ritrae la formula chimica dell’eroina, per ricordarci che una via d’uscita esiste.

Detto ciò, prevenire e fare informazione sono le uniche cose che possiamo fare, proprio per questo motivo a questo articolo ben presto ne faranno seguito altri due.

Questi tratteranno due aspetti delle dipendenze non trattati in questo articolo: sigarette e alcol da una parte e uso terapeutico delle droghe dall’altro.
Quindi visitate spesso la nostra sezione Science Pills per non perderveli.

(I dati contenuti in questo articolo sono tratti da FocusExtra “Droga”)


Stel995

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