El Camino, la deludente fuga di Jesse Pinkman

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El Camino, la deludente fuga di Jesse Pinkman

El Camino nasce per dare una conclusione alla storia di Jesse. Ma dove eravamo rimasti? Jesse è prigioniero degli zii di Todd e di Todd (Jesse Plemons) stesso. Costretto a produrre metanfetamina, vive incatenato ed in uno stato di schiavitù. Come tutti sappiamo nella puntata finale di Breaking Bad, Walter (Brian Cranston), libera Jesse in una delle scene che rimarrà più impresse nella mente dei fan. Lì si conclude Breaking Bad, con Jesse che scappa sull’auto di Todd, una El Camino.

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Il finale, per molti fan, aveva lasciato troppo in sospeso su Jesse. Sarebbe riuscito a fuggire o la polizia lo avrebbe catturato? Il film nasce, quindi, proprio per dare una risposta a questo quesito. C’è da dire anche che il film è nato probabilmente per aiutare Aaron Paul (Jesse), la cui carriera dopo Breaking Bad non è andata molto avanti.

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Delusione

Da qui in avanti ci saranno un po’ di SPOILER, quindi chi vuole vedere il film non vada avanti. Cominciamo dicendo che a me il film non è piaciuto. Il finale di Breaking Bad rimane la conclusione perfetta per un personaggio come Jesse, lasciandoci quel dubbio sulla sua fuga. Ma è un dubbio che lascia allo spettatore libertà di immaginazione.

La mia delusione nei confronti del film, però, probabilmente non nasce da questo. Vince Gilligan, regista e sceneggiatore di Breaking Bad e di El Camino, ci ha sempre sorpreso nella serie. Ed in me si era generata quindi un’aspettativa abnorme per il film. Invece, mi è sembrato solo un ritorno troppo nostalgico ad Albuquerque.


Fan service

Il film comincia con un flashback in cui Mike (interpretato da Jonathan Banks) e Jesse discutono sul loro futuro una volta terminate le loro attività criminali. Qui, Mike suggerisce a Jesse di traferirsi in Alaska. Nel film c’è anche un’altra scena flashback in cui si discute del futuro: troviamo Jesse e Walter (che indossa visibilmente una finta pelata) in una tavola calda dopo aver “cucinato” per la prima volta insieme. Qui, Jesse dice di voler andare al college dopo aver venduto la partita di metanfetamina. Sebbene il film si concluda proprio con Jesse che cambia vita e identità in Alaska, entrambe le scene aggiungono pochissimo al film e mi hanno dato la sensazione di essere state messe lì per far contenti i fan.

Un altro piccolo dettaglio che mi ha fatto storcere il naso è il cambiamento fisico di Jesse Plemons. Tra la registrazione del finale di Breaking Bad e quella di El Camino sono passati almeno 5 anni. Plemons nel frattempo ha interpretato altri ruoli che lo hanno costretto a prendere peso. Il cambiamento si nota, ma la sua interpretazione è stata magistrale.

Jesse Plemons cambiamento

Note positive

Se nella sceneggiatura Vince Gilligan ha deluso, nella regia da sempre il meglio di sé. Riesce a rendere scene semplici spettacolari. Come ad esempio quando Jesse è alla ricerca dei soldi in casa di Todd. Lì la camera si sposta verso l’alto facendo vedere tutte le stanze mentre vengono distrutte da Jesse. O anche la scena del duello “western” con Jesse che uccide furbescamente il suo avversario. In generale la tipica regia alla Breaking Bad si adatta benissimo anche in El Camino.

In più le interpretazioni di tutto il cast sono perfette. Riprendere personaggi lasciati anni fa non deve essere stato semplice, ma ogni attore ci lascia prestazioni degne di nota. Personaggi secondari in Breaking Bad come Badger (Matt L. Jones) e Skinny Pete (Charles Baker) assumono un ruolo centrale, non perdendo mai credibilità.

In conclusione, El Camino è un film che non aggiunge nulla alle storie di Breaking Bad. Semplicemente accontenta i fan che volevano un “lieto fine” per Jesse, chiudendo “il cammino” della spalla di Walter White.

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Daniele Garritano

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