Il riscaldamento globale e “l’alta marea”

riscaldamento globale

Il riscaldamento globale e “l’alta marea”

Da tempo si è ormai consapevoli della grandissima importanza che rivestono i mari per la terra.Essi sono come una sorta di spugna che assorbe buone parte dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, del calore naturale della Terra e di quello derivante dal riscaldamento globale.

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  1. Qualche numero
  2. Riscaldamento globale: cos’è e cosa contribuisce
  3. Le sue conseguenze sui mari
  4. Le conseguenze per gli abitanti del mare


QUALCHE NUMERO

–   93%: E’ il calore prodotto dall’uomo assorbito dal mare.

  • 1,5 ºC: Il valore di aumento della temperatura che non dobbiamo superare.
  • + 40%: La velocità con cui gli oceani si scaldano rispetto a 5 anni fa.
  • + 3,7 mm: L’innalzamento del mare registrato nel 2018, va a costituire il record assoluto.
  • + 54%: La frequenza delle ondate di calore marine nell’ultimo trentennio rispetto al precedente.
  • + 1,4 ºC: L’aumento della temperatura media nel bacino del mediterraneo rispetto all’epoca preindustriale.
  • 99%: La percentuale di barriere coralline che scompariranno se l’incremento della temperatura arriverà ai 2 ºC.

RISCALDAMENTO GLOBALE: COS’E’ E COSA CONTRIBUISCE

Per riscaldamento globale si intende una variazione della temperatura media della Terra, dovuta essenzialmente ai gas serra, e di tutte le sue manifestazioni.

Cosa sono i gas serra? Sono quei gas responsabili di un aumento della temperatura di un pianeta rispetto a quella che si avrebbe per puro equilibro radiativo.

A contribuire l’effetto serra troviamo: il vapore acqueo, l’anidride carbonica, il metano e l’ozono.

Viene da se che l’azione dell’uomo, già a partire dalla rivoluzione industriale, ha incrementato la presenza di questi gas all’interno dell’atmosfera andando a modificare l’equilibrio radiativo.

Per equilibrio radiativo si intende il bilanciamento di due tipi di radiazioni: quelle solari che raggiungono la Terra (una parte viene diffusa, riflessa e deviata dall’atmosfera), e quelle che la Terra emette una volta assorbito il calore proveniente dal Sole.

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Tornando ai gas serra, si è stimati che il nostro pianeta, anche e soprattutto a causa della deforestazione riesce ad assorbine meno della metà di tali emissioni.

La percentuale maggiore di aumento di questi gas sono dovuti in primo luogo all’uso di combustibili fossili e in secondo luogo all’uso che l’uomo ha fatto della superficie terrestre, come appunto la deforestazione.

E’ tra l’altro di pochissimi mesi fa la vicenda che ha coinvolto, almeno e devo dire purtroppo solo emotivamente tutto il mondo, degli incendi che hanno colpito la foresta Amazzonica; ciò non solo ha incrementato la presenza di gas serra per l’ingente combustione di alberi ma ha anche generato la perdita di una importantissima parte del polmone verde della Terra.


LE CONSEGUENZE SUI MARI

Ebbene a farne le spese di questo riscaldamento globale sono un pò tutti, mari compresi.

Il primo campanello d’allarme a suonare è quello che riguarda l’innalzamento del livello del mare minacciano le aree costiere e le isole minori. Questo succede essenzialmente per due fenomeni che si auto-alimentano, vediamo come:

  1. La temperatura: abbiamo detto che il mare assorbe la maggior parte del calore della Terra e più è alta la temperatura, più l’acqua si scalda, più aumenta di volume.
  2. Lo scioglimento dei ghiacciai: questi oltre ad aumentare direttamente il livello, lasciano spazio al mare che avendo una superficie più scura assorbe più calore, da qui si torna al punto 1 in un circolo vizioso.
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Lo scioglimento dei ghiacciai è responsabile anche dell’abbassamento della salinità dei mari, che potrebbe portare a un rallentamento o addirittura a un blocco della circolazione profonda delle acque fredde che stanno alla base della Corrente del Golfo, una corrente che assicura il suo clima mite all’Europa.

LE CONSEGUENZE PER GLI ABITANTI DEL MARE

Come già accennato nel primo paragrafo di questo articolo una delle specie a farne di più le spese sono i coralli e le barriere coralline.

Queste oltre a essere bellissime da vedere costituiscono un sostegno per tantissime specie di pesci e rappresentano una sorta di barriera naturale per le inondazioni.

L’assorbimento di anidride carbonica da parte dei mari infatti ne abbassa il pH rendendolo più acido e intaccando di conseguenza gli scheletri calcarei dei coralli.

Quest’acidificazione si ripercuote anche sul fitoplancton che produce  ossigeno e sostanze organiche tramite la fotosintesi, costituendo un elemento fondamentale per l’ecosistema marino.

A conti fatti sembra proprio un disastro. Proprio per questo motivo dobbiamo sempre più proiettarci verso un’ottica quanto più Green ed ecosostenibile.

Per approfondire altri aspetti sul tema dell’ecostenibilità leggi qui altri articoli.

(Fonte dei dati: “FOCUS EXTRA: Noi e il mare” Numero Primavera/Estate 2019)


Stel995

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