La teoria delle superstringhe e il mondo a 11 dimensioni.

La teoria delle superstringhe e il mondo a 11 dimensioni.

Da Newton alla teoria delle superstringhe.

Per capire qualcosa della suggestiva ma alquanto intricata teoria delle superstringhe dobbiamo far un passo indietro, anche due.
Newton prima e Einstein poi hanno cercato in qualche modo ai loro tempi di trarre le fila della Teoria del tutto, ovvero una legge che unifichi ogni possibile manifestazione dell’universo così come lo conosciamo.

Unificando forze, materia, dimensioni siamo arrivati alla fine ad avere in mano due grandi teorie che vanno a regolare tutto quello che ci circonda. Queste grandi scoperte sono la teoria della relatività di Einstein e la meccanica quantistica.

Cosa ci dice la teoria della relatività?


Questa teoria afferma che lo spazio e il tempo sono due aspetti di una singola realtà chiamata spazio-tempo.
Questa va intesa come un tappeto elastico e che come tale può essere deformato da oggetti presenti al di sopra di esso.
Questi oggetti sono ad esempio il sole, la terra e la luna che creando una depressione nello spazio-tempo permettono agli altri oggetti intorno di ruotare secondo delle orbite attorno ad essi.

Cosa ci dice invece la meccanica quantistica?

Uno dei concetti chiave che ritroviamo nella meccanica quantistica è che più piccola è la scala attraverso cui si guarda il mondo, più le cose diventano casuali.

Cosa succede quindi se unifichiamo le due teorie?

Unire queste due idee implica che, su scale molto piccole, lo spazio-tempo stesso diventi casuale, tendendosi e distendendosi, fino a che eventualmente esso stesso si laceri.

La Teoria delle superstringhe potrebbe essere la soluzione

teoria delle superstringhe

La teoria delle stringhe si divide in una variante bosonica e in una variante delle superstringhe che include il principio di supersimmetria (che approfondiamo nell’articolo sulla supergravità).

Quella che approfondiremo qui, come potete intendere è la variante delle Superstringhe.

Supersimmetria di cosa?

Secondo questa teoria esiste una scala minima secondo cui possiamo osservare il mondo.
Questa scala minima ci viene data da una nuova visione di vedere le cose.
Si pensa che i blocchi elementari che vanno a costituire la natura non siano dei punti bensì delle stringhe ‘supersimmetriche’ (alla stregua di un filo di spago, per intenderci).
La lunghezza di queste stringhe ci da la scala di osservazione del mondo.

Queste stringhe oscillando in modi diversi danno origine alle diverse particelle che compongono l’universo.

In maniera ancora più dettagliata, i modi di oscillare delle stringhe ci danno i “20 numeri” che in scienza si usano per descrivere l’universo come ad esempio la massa delle particelle, la forza di gravità ecc. .
Questi numeri sono stati misurati con estrema precisione e una loro qualsiasi variazione porterebbe alla scomparsa dell’universo cosi come lo conosciamo.


C’è un però.

Questo però ha a che fare con le 11 dimensioni (26 per la variante della teoria bosonica).
Ebbene la teoria delle superstringhe non funziona nel mondo 3D che conosciamo, ma trova la sua espressione in un mondo a 11 dimensioni(10 spaziali e 1 temporale).
Queste dimensioni aggiuntive però non sono ancora state osservate. Si spera di riuscire a saperne di più grazie al Large Hadron Collider (LHC), un acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra.

E’ una teoria affascinante e che, se praticamente dimostrata, potrebbe cambiare definitivamente la nostra visione del mondo.
Sull’idea di questa teoria è stato vinto anche il premio Breakthrough Prize 2019 di cui parliamo in questo articolo.

Stel995

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