Memoria: perchè ricordare tutto non si può.

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Memoria: perchè ricordare tutto non si può.

“Meccanismo attivo della dimenticanza”, è cosi che lo hanno definito gli esperti.
Esso consiste nel rimuovere intenzionalmente alcuni ricordi al fine di mantenere il buon funzionamento della memoria stessa.

Gran parte della gente considera il ‘dimenticare’ come un fallimento o un errore nel processo di memorizzazione. Ma con il tempo questa credenza si sta smantellando e vedremo perché.

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Ma che cos’è la memoria?

Solitamente si considerano apprendimento e memoria come manifestazioni della plasticità neuronale; l’apprendimento per definizione è l’acquisizione di nuove informazioni o conoscenze mentre la memoria è la ritenzione di queste informazioni in modo che successivamente possano essere utilizzate.

In maniera scolastica la memoria è suddivisa in memoria a breve termine e a lungo termine; quest’ultima a sui volta è suddivisa in memoria:

-non-dichiarativa: comprende abitudini, assuefazione, e il condizionamento classico e operante, ovvero correlazione tra due stimoli (condizionamento classico) o conseguenza del proprio comportamento ( condizionamento operante)

-dichiarativa: si tratta di un tipo di memoria accessibile alla consapevolezza che può essere richiamata alla mente verbalmente o non verbalmente.


Tornando a noi, dimenticare quindi è da considerarsi una cosa positiva?

Cosi sembrerebbe, anche perché se ci pensiamo attentamente la nostra vita è costellata di eventi, azioni e dettagli dimenticabili. Questo processo di dimenticanza inoltre migliora l’adattamento della memoria stessa in quanto si trattengono solo le informazioni veramente importanti.
Questo è un aspetto di fondamentale importanza per quanto riguarda ad esempio la sopravvivenza o l’azione di prendere delle scelte.

Infatti se noi ci trovassimo ad esempio a dover affrontare una situazione e nel nostro cervello risultano immagazzinate, sulla base dell’esperienza, 20 reazioni diverse alla situazione, di cui solo 3 veramente efficaci la probabilità di fare una scelta sbagliata aumenta di molto; ricordando invece solo le reazioni migliori scenderemmo a un bagaglio di 5 possibili reazioni ad esempio, aumentando quindi di molto la possibilità di fare la scelta giusta.

Quali sono i processi di dimenticanza e di memoria?

Quindi abbiamo appurato che la dimenticanza è un sistema integrato della memoria, ma come decide il cervello cosa dimenticare?

Sostanzialmente l’approccio migliore preso in considerazione è quello di immagazzinare sul momento quanti più ricordi possibili e in seguito fare una selezione, infatti si ritiene che alcuni processi di dimenticanza operino proprio durante il sonno.


In secondo luogo si può considerare che si dimenticano tutte quelle informazioni relative ad esempio a situazioni già vissute oppure a ricordi che non vengono rafforzati.

Come si rafforzano i ricordi e cosa è più facile ricordare.

Essenzialmente tutte le situazioni nuove e che suscitano una risposta emotiva nel soggetto hanno elevata possibilità di non essere dimenticate. Questo succede perché in quel momento vengono rilasciate delle sostanze come la dopamina che prolungano la memoria di quei ricordi formatisi durante la sua circolazione.

A rafforzare i ricordi troviamo ad esempio i processi di ripetizione e condivisione. Infatti ripetere in maniera sistemica delle azioni o condividerle con altre persone le rende immuni dai processi attivi di dimenticanza in quanto rientrano quasi automaticamente tra le cose “utili” quindi da conservare.

Detto questo possiamo infine sostenere, quasi paradossalmente, che anche dimenticare è utile!

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(Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte da un’intervista al neuroscienziato Oliver Hardt, pubblicata sull’ultimo numero di “Scienze” e integrate con informazioni tratte da testo “Fisiologia medica” F.Conti,vol.1)

Qui trovate il link al portale della versione originale della rivista sopracitata.
Qui invece potete acquistare il testo di Fisiologia Medica.


Stel995

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