Assenza di gravità: ecco come si adatta il nostro organismo.

assenza di gravità

Assenza di gravità: ecco come si adatta il nostro organismo.

Il nostro corpo subisce delle modificazioni in assenza di gravità? E quali sono gli adattamenti a cui va incontro?
Ebbene, il nostro organismo va incontro ad alterazioni, sia durante la permanenza nello spazio sia al rientro sulla Terra.
Il dato che più salta all’occhio è la notevole tolleranza alla microgravità anche per tempi prolungati.

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Negli astronauti sono stati tuttavia osservate delle alterazioni, alcune di queste presenti solo per pochi minuti altre più significative.

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Perché ora la chiamo Microgravità?

Questo è un concetto che voglio solo introdurvi, in quanto è un termine utilizzato solo dagli “addetti ai lavori” dopo di che continueremo a chiamarla “assenza di gravità”.

Affinché si verifichi l’assenza di gravità devono equilibrarsi due forze:
-La forza di gravità (G)
-Un’accelerazione dello stesso valore di G ma di direzione opposta.

Quest’equilibrio però è molto difficile da ottenere infatti sono presenti dei piccolissimi discostamenti dal perfetto equilibrio, da qui la presenza di una Microgravità.

Fatto questo piccolo appunto torniamo a noi e vediamo cosa succede nei vari apparati in assenza di gravità.


Osso, metabolismo minerale e muscoli

I processi di decalcificazione, ricalcificazione ossea e rimodernamento della massa muscolare sulla Terra sono regolati da fattori come l’esercizio fisico e la contrazione muscolare. Nello spazio venendo a mancare la stazione eretta e l’effetto del peso( carico), diminuisce la capacità dell’osso di rigenerarsi e la decalcificazione ha la meglio sulla deposizione di minerali.
Si osserva, inoltre, una diminuzione della massa muscolare.

Questi effetti permangono per un certo periodo di tempo anche dopo il rientro sulla Terra. Proprio per questo motivo per minimizzare tali effetti si cerca di mantenere un certo grado di attività durante la permanenza nello spazio.

Sistema Cardiocircolatorio

Durante i primi giorni in assenza di gravità i fluidi corporei si distribuiscono nella parte superiore del corpo e questo, probabilmente, è responsabile degli adattamenti a lungo termine sul sistema cardiocircolatorio. Il volume totale dei fluidi diminuisce , e in particolare, la massa sanguigna si riduce del 10-20%.

Tuttavia cuore e circolo sembrano adattarsi alla nuova condizione nel giro di 10 giorni. Questo adattamento, ovvero la diminuzione del volume dei liquidi e un’aumentata distensibilità dei vasi delle gambe, contribuiscono all’insorgenza dell’intolleranza ortostatica una volta rientrati sulla Terra.

Per intolleranza ortostatica si intende l’incapacità delle funzioni fisiologiche dell’organismo di operare in modo adeguato quando l’asse longitudinale del corpo ( ovvero la linea immaginaria che ci attraversa dall’alto in basso) è parallelo al vettore gravità, in parole povere in stazione eretta sulla Terra.

Sistema Polmonare

Gli effetti della gravità influenzano ampiamente il sistema polmonare, infatti nello spazio ventilazione e perfusione diventano più uniformi.
Nonostante questo miglioramento si osserva però un eccessivo deposito di microparticelle nei polmoni e nelle vie aeree, situazione che può portare a una diminuzione della funzionalità polmonare.

Sistema Vestibolare

Il sistema vestibolare è un sistema formato da recettori che hanno il compito di formare la sensibilità spaziale e regolare l’equilibrio.

apparato vestibolare

Questo sistema nello spazio viene profondamente alterato, permettendo quindi l’instaurarsi del “mal di spazio”. Questo si manifesta con nausea, difficoltà di concentrazione, sonnolenza e perdita dell’appetito.

Il sistema però va incontro ad adattamento grazie alla plasticità nervosa, adattamento che risulta evidente una volta rientrati sulla Terra.

Al rientro si osserva nausea, disequilibrio, vertigine e difficoltà nella deambulazione, tutti sintomi che con il tempo scompariranno completamente.

Sistema immunitario e neuroendocrino

L’assenza di gravità, lo stress e le radiazioni, tutte caratteristiche presenti in una missione spaziale, possono modificare i due sistemi. I ruolo dei vari fattori però sono ancora da chiarire, infatti sono in corso tuttora studi a riguardo.

Ciclo sonno-veglia

Il ciclo sonno-veglia è alterato dallo stravolgimento dei segnali ambientali che aiutano a regolare gli orologi biologici.
La struttura del sonno risulta variabile tra i diversi soggetti di una stessa missione spaziale, evidente è però una tendenza verso la frammentazione.

Limiti

Un limite alle osservazioni fatte risiede nei fattori di confondimento (es. restrizione del sonno, stress ecc.) che si vanno a inserire come variabili aggiuntive nello studio degli effetti dell’assenza di gravità.

(Tutte le informazioni contenute nel presente articolo sono ricavate da “Fisiologia medica”, F.Conti- vol.2)

P.S
Se sei appassionato dello spazio puoi leggere questo articolo sulla Supergravità o scoprire di più sulla teoria delle stringhe.

Stel995

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